L’attrezzatura per praticare le arti marziali: partiamo dall’abbigliamento

Francesco Davide Mollica in questo articolo vuole spiegarci e far comprendere a chi è appassionato di arti marziali e di sport in generale, come iniziare a praticarne uno. Vediamo, grazie alla sua guida, quali sono le attrezzature da dover avere necessariamente per poter approcciare a questo sport. Ebbene, all’interno dell’attrezzatura per svolgere un determinato tipo di arti marziali, c’è in primis l’abbigliamento adeguato, che deve essere scelto con una certa cura e attenzione. Essendo diverse le tipologie e le categorie che rientrano a far parte delle arti marziali, è chiaro che ognuno di questi stili particolari presuppone l’uso di un vestiario e delle regole di outfit ben precise che spesso possono essere anche molto differenti da stile a stile. Anzitutto, quindi, c’è da dire che non esiste un solo tipo di divisa uguale per tutti gli stili, ma la scelta dell’abbigliamento varia a seconda della singola arte marziale che si pratica.

Chi pratica il judo, ad esempio, dovrà acquistare l’uniforme classica di questo stile che è il judogi, una divisa che di fatto, per molti versi, è simile ad esempio a quello utilizzato da chi pratica il karate, la cui divisa professionale è invece il katagi. 

Chi invece pratica il taekwondo allora dovrà acquistare un modello particolare di kimono che è munito di una cintura da porre attorno alla vita, mentre chi pratica il tai chi chuan o il kung fu ha un altro tipo di vestiario che è simile per entrambi gli stili. Questi sono gli stili più diffusi in linea di massima, ma chi pratica un’arte marziale più particolare dovrà fare una buona ricerca per trovare l’abbigliamento adatto a lui, come nel caso del bogu, un’armatura necessaria nel kendo.

Dispositivi di protezione e altri accessori

Le arti marziali, essendo sport molto fisici, hanno bisogno di avere, come ci spiega anche Francesco Davide Mollica al pari delle altre e diverse attività sportive che riguardano la lotta e il combattimento, di dispositivi di protezione. Alcuni stili ad esempio prevedono un contatto durante l’allenamento, mentre in altre si pratica il combattimento vero e proprio oppure lo sparring a diverse intensità, tipico anche del pugilato. Quando si parla dell’attrezzatura necessaria per svolgere un determinato stile di arti marziali, si intende naturalmente non solo il semplice abbigliamento necessario per svolgere l’attività stessa, ma anche tutta una serie di altri accessori e dispositivi di protezione che è bene che vengano indossati durante l’allenamento e soprattutto durante i combattimenti.

Tra i vari dispositivi di protezione, che naturalmente variano a seconda dello stile che si sceglie, ci sono ad esempio dei corpetti, che vengono indossati in alcune competizioni di karate e di taekwondo e che fungono da protezione per il busto. Il suo uso a volte è facoltativo, ma nelle situazioni più a rischio il suo utilizzo diventa obbligatorio. È molto diffuso nelle arti marziali anche l’uso delle gomitiere e dei guantoni, che possono essere di diverse misure, e che proteggono mani e testa dai colpi dell’avversario.

Caschettoparaorecchie e paradenti sono invece altri tipi di protezioni, usati in molti stili diversi tra cui le taekwondo, nel pugilato e nel karate. La loro utilità è evidente, specialmente in alcuni sport, al fine di proteggersi dagli attacchi delle altre persone, soprattutto se si sta svolgendo un combattimento. Le fasce da polso risultano invece indispensabili nel pugilato e vanno indossate sotto i guantoni e proteggono il polso irrigidendosi e permettendo al pugile di tirare dei pugni molto più forti senza rischiare delle fastidiose fratture. Per alcuni stili potrebbe essere molto utile invece l’uso delle ginocchiere che proteggono le ginocchia da molti infortuni, e dei para-tibie, che in molti stili sono obbligatori.

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